Trail Degli Invincibili

Un bellissimo Trail attraverso luoghi spettacolari, insoliti, racchiusi da una cerchia di monti dove tra tutti emerge il Cornour, da questa parte quasi inaccessibile!

Il nuovo percorso

Un nuovo Trail in Val Pellice con partenza ed arrivo dal Laghetto Nais di Bobbio Pellice!

Un occasione per conoscere la nostra Valle

Il nostro "Trail degli Invincibili", oltre ad essere un importante momento di sport vuole essere un occasione per conoscere il territorio della Val Pellice, non solo per le sue bellezze paesaggistica ma soprattutto per la sua ricca storia e cultura.

lunedì 24 ottobre 2016

Galleria del futuri (?) "Invincibili" nello sport e non solo: PARIDE CAVALLONE

C’è da tempo una associazione dal nome complesso che opera in modo chiaro nel campo della solidarietà internazionale con progetti ed interventi reali, quelli che si toccano con mano e non danno adito a dubbi interpretativi. La guida Daniele Sciuto, giovane medico ligure appassionato di sport e di montagna che finanzia i suoi progetti umanitari raccogliendo risorse economiche nel mondo dello sport ma soprattutto arricchisce lo sport di importanti valori integrativi che fanno emergere il lato migliore degli atleti. Daniele è il punto di riferimento ma come in tutte le attività è la somma che fa il totale e la somma è data da una squadra motivata di persone che operano nei vari ruoli associativi. E di questa squadra fanno parte molti appassionati delle faticose corse sui monti.
Il suo nome è I RUN FOR FIND THE CURE (www.irunfor.findthecure.it ) ed il suo messaggio “Io corro ma non scappo” percorre km di lunghezza e dislivello impresso sulle maglie colorate dei protagonisti di quel recente modo di fare sport che si chiama Trail. 
Quel Sostantivo (non solo in termini di analisi logica) è anche il biglietto da visita scelto da Paride Cavallone per il suo recente ingresso nel mondo delle corse in montagna.
Nato nel 1991 si è misurato nella prima gioventù o ultima adolescenza con gli sport di squadra ed in particolare con basket e calcio che, avendo anche una componente ludica, risultano più attraenti dei faticosi sport individuali specie in montagna. Un grave infortunio ha interrotto però, a 15 anni, i suoi sogni con ricadute non solo sul piano fisico. 
Due anni sono stati necessari per ritrovare gli stimoli giusti e nel 2009 è stata la Corsa in Montagna a farlo riemergere: qualche sporadica garetta ma, soprattutto, la partecipazione alla Tre Rifugi in versione Transfrontaliera. Risultati limitati dovuti, ovviamente, anche alla giovane anzi, giovanissima età che non favorisce le prestazioni di “resistenza”.
Il Triathlon unisce alla resistenza anche la potenza e diventa presto la sua vera passione sportiva. I risultati sono un grande incentivo alla prosecuzione dell’attività sportiva e nel “nuovo amore” questi arrivano presto: le cure tecniche di Andrea Gabba, allenatore di specialità della nazionale turca e di quella italiana nel 2014 lo fanno emergere nella “mezzo Ironman” (1,9 km di nuoto – 90 km di ciclismo e 21 km di podismo) ottenendo nel 2013 a Rimini un secondo posto di categoria con il tempo di 4h e 40 minuti.
La gioventù porta con se anche i problemi legati allo studio ed il tempo da dedicare all’allenamento può diventare un lusso. Paride interrompe ancora la sua attività sportiva per una coppia di anni fino al 2016, anno nel quale riprende il cammino, o meglio, la corsa e lo fa in montagna:
la vittoria saluta il suo ritorno allo sport agonistico nel prestigioso Tour Monviso di Crissolo  nella formula Race; secondo posto al Trail del Servin, terzo al Trail di Roure e 4° al Km Verticale del Sestriere ma, soprattutto, secondo posto con l’amico Patrick Pascal alla “Tre che non c’è”…. “e dire che a duecento metri dal traguardo eravamo in testa….” 
“Nello sport sono sempre riuscito a ritrovare me stesso e questa è la grande forza che riescono a dare tutti gli sport di fatica ed endurance…e poi, la montagna fa la sua ottima parte in questo compito”
I suoi riferimenti sono gli “Invincibili” Paolo Bert e Claudio Garnier che al Trail di Roure lo hanno preceduto al traguardo.
I RUN è la sua appartenenza solidale e la cavourese APPLE RUN TEAM la società sportiva di riferimento …. la Corsa in Montagna potrebbe essere il suo futuro sportivo dalla parte degli “Invincibili”
Carlo Degiovanni

sabato 22 ottobre 2016

Galleria degli Invincibili tra storia e sport: STEFANO E FABIO BONETTO

Bibiana, posta all’avvio della Val Pellice la dove si celebrano gli “Invincibili” sportivi e storici, sta vivendo un felice momento di rilancio di una passione sportiva che ha radici antiche. Oggi propone all’attenzione della Corsa in Montagna i suoi giovani gioielli lanciati verso un promettente futuro ma è doveroso ricordare coloro che, nel paese della “Gabbia” hanno seminato fatica e passione: Lino Turina e Gianfranco Rossetto sono stati i pionieri della disciplina. Il primo immancabile protagonista di ogni appuntamento di specialità ed atleta multidisciplinare il secondo accomunati dallo sport di e in montagna. Il destino poi li ha portati a correre su altri e più alti sentieri. 
Con la Polisportiva di Bibiana avevano progettato e realizzato, negli anni’80, una delle più importanti gare di Marcia Alpina a livello provinciale: il “Giro delle due Province” che con partenza ed arrivo a Bibiana raggiungeva, prevalentemente su sentieri, il Faro della Resistenza di Montoso.
L’albo d’oro della manifestazione celebra nomi altisonanti quali Carlo Dalmasso, Bruno Poet e Mario Andreolotti a confermare la qualità partecipativa della Marcia Alpina bibianese.
E, per completezza, occorre anche citare Andrea Buffa, giovane atleta bibianese, vittima di una tragedia in montagna che segnò 5 giovani vite, e che è ricordato con una targhetta sulla palestrina di roccia che gli atleti di oggi toccano salendo i Sentieri di San Bernardo.
A fare da collegamento tra le due “epoche” sportive ci sono loro: Stefano e Fabio Bonetto. La loro prima passione sportiva, a dire il vero, è stata la bici nella specialità MTB ed in questo caso la storia racconta della particolare predisposizione di Stefano con le vittorie conseguite sui sentieri della Valpolonga nel 2005 ed il titolo regionale conquistato nel 2008.
L’avvicinamento alla Corsa in Montagna è avvenuto più tardi, complice l’amicizia comune con Marco Beitone e l’accogliente realtà della Atletica Val Pellice, società particolarmente attiva nella specialità. 
Fabio Bonetto, classe 1986, vent’anni più tardi collauda i motori sulla vicina Rocca di Cavour prima di cogliere il primo successo nella breve ma impegnativa corsa della Sangermanese frazione Turina. E’ il segnale che nonostante il cambio di disciplina il motore c’è. 
Atleta longilineo predilige la salita e questo lo dimostra fin da subito: la sua particolare collezione in materia espone 4 partecipazioni al Km verticale dei Dahu di San Germano Chisone con 2 vittorie (miglior tempo 41’55”). Anche al Vertical dei “Ciciu” di Villar San Costanzo giunge a braccia alzate.
 Al Monviso Vertical Race di Crissolo partecipa 8 volte salendo 3 volte sul podio con la miglior prestazione in 39’41”. Sale ancora sulla specialità del Vertical a Ceresole Reale (4°), alla Barge Montebracco ed al Vertical Extreme di Praly con uno strepitoso 2° posto in 39.03. Anche la pur breve salita della Fontana degli Alpini di Porte lo vede tra i protagonisti salendo costantemente sul podio oltreché al traguardo! In alta Val Germanasca il Trofeo Bessone lo vede al via in due edizioni e sul secondo gradino del podio nel 2010.
La laurea nella specialità della salita non può che venire dalla Ivrea Mombarone che nel 2015 sale in 2.14’59” conseguendo uno splendido 8° posto!
Ma non ci sono solo gli amati Vertical nel suo curriculum sportivo: il Memorial Maurino di Bagnolo lo ascrive tra i protagonisti in sei edizioni conquistando due podi di quelli che “valgono” ovvero nella categoria Assoluta. La seconda posizione la coglie anche al Trail del Servin alla sua seconda partecipazione mentre la vittoria è sua nel 2010 al Sentiero dei Camosci di Santa Margherita di Torre Pellice…e dire che il giorno precedente era tornato agli antichi amori partecipando alla cronoscalata in MBT al Rifugio Barbara conclusa in 47’49”
E se tutto funziona perché non provare ad aggiungere gli sci e provare a misurarsi sul complesso e multidisciplinare tracciato del Willy Jervis Spring Triathlon in alta Val Pellice? Un 7° ed un 6° posto confermano la sua caratteristica di atleta completo.
Però….”la mia gara del cuore rimane la Tre Rifugi nel percorso classico ed a coppie e spero ritorni proprio in questa formula”.  A dire il vero corre voce che con il 2017 sarà accontentato ma in attesa di ciò elenca ben 9 partecipazioni alla Regina delle Marce Alpine nelle varie formule: due vittorie (Sky Race transfrontaliera nel 2009 e 2010), tre secondi posti nel 2008, 2014 e 2015, e due terzi posti nel 2012 e nel 2013.
Nel 2015 la sua migliore prestazione: 2.23’50 il tempo impiegato correndo in coppia con il fratello
Stefano. 
Alle Corse in Montagna Stefano Bonetto è arrivato più tardi, se non altro per la sua più giovane età essendo nato tre anni più tardi di Fabio ovvero nel 1989. Specialmente per lui, quindi, ancora tanto spazio per proseguire una carriera sportiva ottimamente avviata.
L’esordio avviene a Santa Margherita sul “Sentiero dei Camosci” del 2012 ed il 5° posto conseguito è indicativo delle sue potenzialità atletiche.
Maggiormente dotato per la resistenza si confronta con le lunghe distanze al Trail degli Alpeggi, versione breve della Tre Rifugi, ottenendo subito un eccellente 5° posto. L’anno successivo ci riprova e sarebbe stato “podio” se non fosse intervenuto un lieve malore a fermarlo ad un km dal traguardo: ne beneficerà il fratello Fabio che lo seguiva in gara.
Come già citato per Fabio, insieme affrontano la “Tre Rifugi Vintage” e salgono sul 2° gradino del podio con il tempo di 2.23’50”. 
Nel contempo a Praly, la feroce e fervida mente di Giorgio Rostan ha inventato una nuova sfida: il km verticale più corto del mondo. 1000 metri di dislivello per 1697 di lunghezza certificati!!!
Stefano accetta la sfida e conclude in 5° posizione salendo in 41’11”!!!
Ancora la voglia di coniugare sport e divertimento ed allora alla passione per la Corsa e per la Mbt aggiunge quella per lo Ski Alp e si presenta al via al Willy Jervis Spring Triathlon conquistando un prezioso podio sia pure sul gradino più basso. Correva l’anno 2016 e Stefano, giovanissimo atleta, ha legittimato oramai il passaggio di categoria: dai “Futuri(?) Invincibili” a coloro che “Invincibili” lo sono già!
Carlo Degiovanni

martedì 18 ottobre 2016

Galleria del futuri (?) "Invincibili" nello sport e non solo: GIOACCHINO GILARDI

La Scala Santa di Cavour…prima asperità per chi decide l’ascesa alla Rocca dal versante Nord e prima sofferenza per gli sportivi che intendono aggredirla con gesto atletico. Oggi divenuta attrazione per la discesa dei bikers nelle varie competizioni sportive. Lì è nato il termine “aspettatori” in luogo del più consueto “spettatori” perché chi assiste alle discese funamboliche  lo fa, più che per spirito sportivo, “aspettando”, appunto, che qualche atleta abbia delle difficoltà a condurre il mezzo meccanico….divagazioni sul tema che vengono alla mente vedendo la foto di Gioacchino Gilardi salire quei gradini un tempo “Santi” ma divenuti “Sacri” quando vennero percorsi la prima volta da una competizione sportiva: erano 130 gli atleti che aggredirono nel 1975 la “Scala Santa” in occasione della 1° edizione della  “Cursa d’la Scala Santa” , storica e muscolare gara di podo-fachirismo allestita dalla altrettanto storica Atletica Cavour nell’anno del suo esordio.
Vinse uno strepitoso Rinaldo Brunofranco che danzò leggero sulle salite (2) dritte per dritte intervallate da 7 km di strada pianeggiante. Si ritirò, invece, quasi immediatamente, Renato De Palmas, atleta per la maggiore in pianura in quei tempi…. “non sono mica una capra io” fu la sua fiera dichiarazione alla riconsegna del pettorale…
Piace raccontare questi aneddoti (non leggende) in queste occasioni sia perché è utile conoscere fatti e personaggi della nostra comune passione che ci (vi) hanno preceduti sia perché illustrando gesta e speranze dei Futuri (?) Invincibili l’albo d’oro è inevitabilmente ridotto all’essenziale!
E si perché se (fortunato lui) si è nati il 18 Luglio 1996 il futuro è tutto da costruire e non solo quello sportivo. E’ ancora l’Atletica Pinerolo il “campo scuola” e Patrizia Boaglio la sua “mentore”.
Promessa al primo anno anche per la classificazione Fidal lui dei sentieri montani si è innamorato molto presto: l’esordio nel 2014 addirittura nel santuario sportivo del Castelluzzo di Torre Pellice divenuto, in epoca moderna, “Sentieri dei Camosci”. Partecipazione da Junior con una promettente seconda posizione ed allora perché non prendere parte al Campionato Italiano di specialità??
Si presenta al via ad Oncino e, circondato dal meglio a livello nazionale, si classifica 15°. La seconda prova è a Pergine Valsugana e lì con un pizzico di esperienza in più conquista la 11° piazza.
Il 2015 lo vede protagonista al Campionato Provinciale sulle asperità della Barge – Montebracco  dove coglie la prima vittoria, ovviamente da Juniores, si ripete nuovamente ai Camosci Torresi con annesso record del percorso Junior. 
Poi…perché non misurarsi con i monumenti della specialità? Chiede aiuto all’esperienza di Andrea De Filippo ed eccolo al via nella versione Vintage della Tre Rifugi chiusa in 3 ore e 4 minuti.
E se c’è la gamba per le prove muscolari perché escludere il Cross della Pace che si svolge a Pinerolo ed è pure prova del Campionato Pinerolese di cross? Vittoria e titolo confermano la sua predisposizione.
Il 2016 rappresenta una pausa rispetto alle prove in montagna. Un decimo posto al Cross della Pace è 10 di categoria ma il cambio di categoria è di difficile gestione “au début”.
Il mondo della montagna lo sorprende: la passione lo coglie impreparato complice un ambiente accogliente a famigliare e, abitando vicino alle montagne, non può più distogliere lo sguardo dai sentieri che potranno portare, se sarà la sua scelta, a futuri successi… 
E se poi vorrà, i gradini della Scala Santa sono utilissimi per il potenziamento di fine inverno ma..di scale ce ne sono anche a Bricherasio, dove risiede….e allora: “sogna chi sale”!
Carlo Degiovanni

domenica 16 ottobre 2016

JEAN-LOUIS SAPPE' e MAURA BERTIN in "LES INVINCIBLES"

Presentiamo il lavoro teatrale che gli amici Jean Louis Sappè e Maura Bertin anno presentato in occasione della premiazione del 1° TRAIL DEGLI INVINCIBILI ...

JEAN-LOUIS: Queste terre che oggi vi hanno ospitati sono chiamate anche Valli Valdesi, perché la loro storia, da oltre 700 anni, è legata alla presenza di un piccolo popolo di protestanti, i Valdesi appunto, che nei secoli trascorsi hanno lottato e sofferto per difendere la libertà di professare la propria religione cristiana, in alternativa a quella dominante.  Avete già forse potuto leggere sul depliant che vi è stato distribuito una breve sintesi di queste lontane vicende, contrassegnate da guerre e da massacri per i quali, quando venne nel Tempio Valdese di Torino nel giugno dello scorso anno, papa   Francesco chiese pubblicamente perdono. Tra questi eccidi commessi dai Savoia su pressione della chiesa di Roma c’è anche quello che riguarda il vallone degli Invincibili, che avete percorso correndo stamattina.
MAURA: Un vallone che ricorda una delle tante guerre condotte contro i valdesi, una delle tante pagine dell’intolleranza di cui è piena la storia dell’umanità, ieri come oggi.
Siamo nell’inverno 1685-1686, ed il giovane duca di Savoia, Vittorio Amedeo II, su pressione dello zio, il potente Luigi 14° Re Sole di Francia, emana un editto contro i valdesi, un decreto nel quale si ordina la fine di ogni atto di culto, la demolizione dei templi, l’allontanamento dei ministri di culto e il battesimo cattolico dei neonati.
JEAN-LOUIS: I Valdesi non obbediscono, ma non sanno scegliere tra l’esilio e la resistenza. In aprile essi sono assaliti dalle forze infinitamente superiori degli eserciti francesi e piemontesi. La guerra durerà soltanto tre giorni e lascerà sul campo oltre mille morti. I superstiti vengono deportati in massa in 14 fortezze e castelli del Piemonte, e le loro proprietà vengono messe all’asta.

MAURA (canta)
Lassù dove l’Italia si arresta dei monti ai pié
Tra i monti e la boscaglia potevan Dio pregar

La guerra, la crociata, nella sua atrocità
Ha tolto con la spada la loro libertà

Da Bobbio ad Angrogna ogni valdese morì
e nel nome di Cristo la strage si compì 

JEAN-LOUIS: Ma non tutti i valdesi sono stati uccisi o deportati. Ci sono alcuni scampati, che escono all’aperto e si organizzano, rifugiandosi sulle alture di Barma d’Aout, proprio lì dove siete passati stamattina.
Spinti dalla fame e dalla disperazione, ebbri di vendetta per lo scempio della loro gente e per l’usurpazione dei loro beni, scendono a valle lungo il ripido sentiero, piombando come fulmini, sia di giorno che di notte, sui nuovi coloni, seminando il panico tra gli acquirenti, danneggiando e saccheggiando i raccolti dei campi che erano stati in gran parte frutto delle loro fatiche.
MAURA: Questi “partigiani”, passati alla storia come “gli Invincibili”, finiscono per diventare un problema di ordine pubblico non indifferente, tant’è che la corte sabauda alla fine è costretta ad accettare un compromesso: le bande avranno diritto all’espatrio in Svizzera, nella protestante città di Ginevra, insieme alle loro famiglie; avranno anche l’onore delle armi e la garanzia di ostaggi.
JEAN-LOUIS: Gli Invincibili se ne vanno, lasciando alle spalle il deserto: casolari distrutti, vigne ed alberi da frutta sradicati, campi abbandonati. Ma agli occhi del Duca, queste valli rifioriranno in breve tempo, e diventeranno un giardino di fede e di cultura di Santa Romana Chiesa, finalmente libere della peste riformata. Ma purtroppo per il rampollo di casa Savoia, le cose andranno diversamente.
MAURA: Gli Invincibili ritorneranno nelle loro valli tre anni dopo, e con loro anche gli altri esuli che nel frattempo erano stati tirati fuori dalle prigioni piemontesi, e condotti al di là del Moncenisio. Divisi in compagnie, una per ogni comunità, 900 uomini traghetteranno il lago Lemano nella notte del 27 agosto, sbarcheranno a Yvoire e copriranno i 200 chilometri che li separano dalle valli valdesi a marce forzate, scalando colli e montagne, per una marcia che passerà alla storia come “Il glorioso rimpatrio”, una delle pagine più note della lunga e appassionante vicenda valdese.   Ma anche la leggenda degli Invincibili permane nella memoria dei valdesi delle valli, ed è ricordata in questa canzone con la quale chiudiamo questo nostro intervento:
JEAN-LOUIS: Gli Invincibili, questi uomini coraggiosi, nel mese di aprile di un triste anno sono riusciti a salvarsi dalla crudele armata dei francesi e dei piemontesi
MAURA: Da Barma d’Aout hanno assalito i tiranni, cacciando gli stranieri che avevano occupato le loro case e i loro campi.
JEAN-LOUIS: Sotto la guida dei capitani Plenc e Mondon, gli Invincibili hanno tratto fuori dalle prigioni le loro famiglie, poi sono partiti in esilio per la Svizzera.
MAURA: Ma presto verrà il giorno che  ritorneranno nelle loro valli, nelle loro case, perché non c’è duca o re sole di francia, papa o imperatore, che possa chiudere per sempre i sentieri di giustizia e di pace  (canta con JEAN-LOUIS)
                 
Les Invincibles, hommes heroiques, de leurs vallées défenseurs,
resistent au plan diabolique de son altesse persecuteur.
Le mois d’avril d’une triste année il reussirent à se sauver
échappant la cruelle armée des français et des  piémontais.

Les Invincibles, sur ces montagnes, déjà leur tête est mise à prix,
sont les vangeurs de nos campagnes toutes envaies par l’ennemi.
De Barma d’Aout ils ont prit l’avance sur cette armée de tyrans
pour chasser  les persone étranges qui avaient occupé leurs champs.

Les bubiarels et villarencs sous la guide de Plenc et Mondon
ont tiré leurs femmes et enfants au de hors de toutes prisons
Puis pour la Suisse il sont partis gardés par les soldats piémontais
pour retrouver  de là des monts finalement un peu de paix.

Mais bientot reviendrà le jour où  de l’exil  ils retourneront
a leurs vallées bienaimées, à leurs montagnes, à leurs maisons,
car il n’y a duc ni de Roi Soleil, ni d’empereur ni la paupeté
qui puissent à jamais renfermer  les chemins de justice et de paix!

JEAN-LOUIS: Sì, nessuno, anche oggi, in Europa come nel mondo intero, si illuda di poter erigere muri per chiudere le strade e i sentieri di giustizia, di pace e di libertà!

venerdì 14 ottobre 2016

Galleria degli Invincibili tra storia e sport: MARCO TREVES E MARCO MORELLO

Nel mondo delle corse sui monti, variamente denominate, la notizia non può non rappresentare una strepitosamente positiva sorpresa:
la Tre Rifugi Val Pellice nel 2017 riprende il suo cammino e lo riprende da la dove era nata e sul percorso che l’ha resa grande!!! Sarà agosto, probabilmente sarà un giovedì ed ancora probabilmente sarà il 17 agosto 2017….e il Pra è servito!
A Bobbio Pellice il 2017, ma questa volta il 1° Ottobre o data vicina, si confermerà il Trail degli Invincibili che ha avuto un esordio con il botto alla sua prima celebrata il passato 9 ottobre.
Il prossimo futuro si incaricherà di fornire i dettagli ma …“così è, se vi pare”.
Quale occasione migliore per inserire nella “Galleria degli Invincibili” i due atleti che hanno segnato con le loro vittorie il destino della Marcia Alpina in Val Pellice: Marco Treves e Marco Morello, valdostani uniti, negli anni degli esordi della Tre Rifugi, dalla Piemontese Unione Sportiva Tavagnasco. 
In valle (Pellice) i loro nomi sono indissolubilmente legati al “mito”.  La sfida partì da Treves che, reduce dalla prestigiosa   scalata al ligure Monte Faudo propose a Morello di partecipare a quella strana gara che si svolgeva per la prima volta in Val Pellice a coppie…perché non provarci?
Le loro quattro vittorie consecutive nelle prime quattro edizioni della Tre Rifugi negli anni 1972 / ’73 / ’74 / ’75 li hanno consegnati alla storia e non necessitano approfondimenti in relazione al rosario di vittorie che i due hanno conseguito nelle più prestigiose manifestazioni degli anni’70 e ’80. Stili di corsa profondamente diversi: muscolare il gesto atletico di Morello mentre è una lezione di stile il procedere elegante della corsa di Treves sia pure sugli insidiosi sentieri di montagna.
Marco Morello, a dire il vero, valdostano non è mai stato. Tavagnasco è il suo paese di nascita e di vita assieme alle montagne che lo circondano. La “Vallèe” è ad un tiro di schioppo e la montagna non sta a fare troppe distinzioni di confine. Sulle sue montagne propone da più di 60 anni la classica di salita Tavagnasco – Madonna ai Piani, vero monumento della Marcia Alpina: un kilometro verticale si direbbe adesso. Meno di 4 Km la lunghezza e oltre 1000 i metri di dislivello caratterizzano il sentiero che ha registrato le vittorie dei migliori scalatori!
Marco è stato fermato, nella carriera sportiva, da un grave incidente che ha interrotto il suo incedere atletico ma non la sua grande simpatia.
Chi ha vissuto gli anni dei suoi successi in alta Val Pellice lo ricorda anche per la immancabile riserva di liquori e formaggio che portava sempre con se da distribuire, come prezioso nettare, ad atleti e sportivi alla vigilia del confronto sportivo.
Persino quest’anno, avuta la notizia della realizzazione della “Tre che non c’è” non ha voluto mancare all’appuntamento con i numerosi amici e tifosi. Si è fatto accompagnare dall’amico Erminio Nicco ad applaudire i giovani che oggi, anche grazie alle sue vittorie, considerano i sentieri della Tre Rifugi un appuntamento imperdibile nella carriera di un corridore di montagna.
Lo Tsan è lo sport che appassiona oggi Marco Treves. Lui valdostano lo è fino in fondo e la conferma arriva proprio dalla disciplina sportiva, tipicamente valdostana, da lui scelta da quando ha posato le scarpette di atletica.
Emarese, appena sopra Saint Vincent, è il paese che lo ospita. La dove transita un’altra gara – monumento della Valle d’Aosta: la Saint Vincent – Colle di Joux. Per lui vale il riferimento alla multidisciplinarità: negli anni ’70 partecipò, con successo, alla “Granda Corsa” che si svolgeva a Courmayeur sulle pendici del Monte Bianco. Corsa, sci alpinismo e alpinismo uniti in una manifestazione sportiva davvero singolare. Ha amato le lunghe distanze anche su strada conseguendo ben tre podi in altrettante edizioni della Torino – Saint Vincent oggi divenuta la 100 km dell Alpi.
Altri protagonisti hanno primeggiato nella Tre Rifugi nelle 36 edizioni seguite ai loro successi ma sono i loro i nomi che sono rimasti nella cultura popolare e che hanno costruito la storia della regina delle Marce Alpine. Una storia che sta diventando leggenda….
Carlo Degiovanni