Trail Degli Invincibili

Un bellissimo Trail attraverso luoghi spettacolari, insoliti, racchiusi da una cerchia di monti dove tra tutti emerge il Cornour, da questa parte quasi inaccessibile!

Il nuovo percorso

Un nuovo Trail in Val Pellice con partenza ed arrivo dal Laghetto Nais di Bobbio Pellice!

Un occasione per conoscere la nostra Valle

Il nostro "Trail degli Invincibili", oltre ad essere un importante momento di sport vuole essere un occasione per conoscere il territorio della Val Pellice, non solo per le sue bellezze paesaggistica ma soprattutto per la sua ricca storia e cultura.

domenica 19 maggio 2019

CORSE DELL’ALTRO SECOLO ... LOU VIR D’LA CUMBA D’LIUSSA A VILLAR PELLICE – L’OMBELICO DEL MONDO

Per non essere né megalomane e né frainteso preciso che li limite del mondo citato nel titolo è quello della Corsa in Montagna in Val Pellice. E’ pur vero che in Valle esistono manifestazioni sportive più ricche di storia ed anche di fascino ma sono gare che si sono “limitate” alla sia pure meritata autocelebrazione.
La gara di Villar Pellice assume una valenza che va molto al di là della semplice “manifestazione sportiva” e se oggi la Corsa in Montagna è parte importante dello sport di valle lo deve anche a quella gara e, soprattutto, al suo “inventore”: l’“Invincibile” Daniele Catalin.

Con l’allestimento di quella gara Daniele, che a Villar Pellice ha le sue radici, diede il via alla creazione del contesto nel quale sviluppare una delle più dinamiche, longeve e qualificate esperienze di associazionismo sportivo: l’Atletica Val Pellice. A dire il vero la compagine valligiana nasce formalmente all’inizio del secolo in corso ma quale sintesi delle precedenti esperienze societarie che portavano i nomi di Maison du Sport prima e Polisportiva Villarese poi sostenuta dagli sponsor Boutique della carne e Footing Sport.

“Lou vir d’la Cumba d’Liussa” era il nome completo della gara sintetizzato in “Cumba Liussa” per i meno esperti di patois. La destra orografica della Valle Pellice ospita questo vallone situato nel Comune di Villar Pellice. Il percorso prendeva il via (e si concludeva) dal laghetto posto in prossimità del campo sportivo e si avventurava attraverso sentieri e piste forestali nel cuore del vallone stesso. Dieci i km e circa 700 i metri di dislivello piuttosto “corribili” con esclusione di un tratto impegnativo collocato a metà della salita.
La classifica della prima edizione del 1979 la definisce con l’appellativo di “Marcia Alpina” mentre l’evoluzione regolamentare nazionale intervenuta negli anni ’80 l’ha trasformata in “Corsa in Montagna” pur mantenendo sempre le stesse caratteristiche tecniche. Dieci le edizioni (dal 1979 al 1988) con una riedizione nel secolo nuovo.
Il nome maschile più ricorrente nell’albo d’oro è quello di Giuseppe Genotti, atleta canavesano, ma sono presenti altri campioni del calibro di Edo Ruffino, Felice Oria e Rinaldo Bruno Franco.
Fiore all’occhiello della gara villarese l’edizione 1986 (8° edizione), gara nazionale che vide al via 253 atleti (25 fuori tempo massimo) provenienti dalle migliori realtà sportive dell’alta Italia. Trionfò il Campione del Mondo Alfonso Valicella (Alitrans Verona – 43’32”) davanti al compagno di squadra Antonio Amalfa ed al Marocchino, naturalizzato Italiano Lakim Driss (Valli di Lanzo). Rinaldo Bruno Franco (Pol. Villarese – 45’11”) fu il migliore dei “nostri” conquistando la 5° posizione.
Nella gara femminile, ridotta a 7 km dai regolamenti Fidal, si impose la giovanissima Claudia Priotti, nell’anno della convocazione nazionale di Morbegno (So) davanti al Maria Long e Mariangela Grosso, tutte tre tesserate, in quella stagione, per la RIV SKF di Villar Perosa di Pier Cesare Morero.
L’esperienza nazionale fu ripetuta nell’anno successivo ma la partecipazione fu più locale e contenuta nei numeri (132 partenti). Vinsero Valter Rossa e Mariangela Grosso.
L’edizione 1988 (decima) pose fine alle “ostilità sportive” nella citata Cumba ma il seme era gettato e di quel seme ne beneficia ancora oggi, sia pure nelle versioni più adatte ai tempi, lo sport dei corridori di montagna della Valle Pellice.
Carlo Degio

martedì 14 maggio 2019

INVINCIBILI RIPARTENZE: SCALDIAMO I MOTORI!


IL TRAIL DEGLI INVINCIBILI SCALDA I MOTORI – ISCRIZIONI APERTE!
La data dell’ “evento” è fissata per domenica 29 settembre a Bobbio Pellice ma la macchina organizzativa, sotto la regia della Polisportiva Bobbiese, è all’opera da alcuni mesi. A breve la pulizia dei percorsi, peraltro già ampiamente frequentati da numerosi trailers in allenamento, ma l’ultimo atto riguardante gli atleti sta nella apertura delle iscrizioni avvenuta con l’inizio del mese di Maggio sul sito www.wedosport.netIl percorso organizzativo prevede domenica 30 giugno una camminata - escursione assistita sui sentieri della manifestazione sportiva. Venerdì 26 Luglio Bobbio Pellice ospiterà la presentazione ufficiale della manifestazione con l’intervento di Jean Louis Sappè e Maura Bertin che ne terranno vivo il collegamento storico sportivo poi… domenica 29 settembre la 4° edizione con i classici 20 km e 1300 metri di dislivello. Tutte le info e gli aggiornamenti sul sito www.traildegliinvincibili.it 
Il Comitato Organizzatore

lunedì 13 maggio 2019

CORSE DELL’ALTRO SECOLO ... CON “IL TRITTICO DELLA ROCCA” L’ATLETICA CAVOUR CESSAVA L’ATTIVITA’



“La fantasia al potere”. Era lo slogan (mutuato dagli Anarchici) degli “Indiani Metropolitani” quando correva l’anno 1977. Un movimento di contestazione creativa che visse per un solo lustro alla fine degli anni ’70.
“La fantasia nello sport” fu invece la scelta dell’Atletica Cavour nei suoi ultimi anni di attività che si concluse con la stagione agonistica 2000… Era nata nel novembre 1974 e aveva conosciuto gli scenari nazionali nella specialità che l’ha sempre caratterizzata: la Marcia Alpina prima e Corsa in Montagna poi. D’altra parte, con la Rocca a disposizione…
Fantasia al potere nel campo dello sport è così le fervide menti dei suoi dirigenti partorirono un progetto davvero singolare finalizzato a mettere a confronto gli specialisti della “corsa su strada” con quelli “della montagna”. Da questa idea prese corpo il “Trittico della Rocca” che si svolse per due edizioni (anno 1998 e 1999).
Vita breve, dunque, ma per la sua originalità la manifestazione merita di essere citata…caso mai qualche organizzatore creativo la volesse riproporre.

A dire il vero tutto nacque da un’idea che avrebbe dovuto svilupparsi in Val Pellice: tre giorni consecutivi di gare, a partecipazione obbligatoria, che prevedeva al venerdì sera un 10.000 sulla pista di Luserna, al sabato mattina la salita Villanova – Pra e la domenica il percorso della Tre Rifugi. Il tutto con partenza in linea la prima sera ed il così detto “metodo Gundersen” nelle tappe successive. In buona sostanza la gara riprendeva ad inseguimento con gli stessi distacchi registrati nelle gare precedenti mutuando la formula in voga specialmente nello sci di fondo.
Non avendo trovato, in Valle, le indispensabili collaborazioni per la “pazza idea” l’Atletica Cavour decise di utilizzare, allo scopo, quello che la Rocca poteva offrire e così il progetto prese corpo.
Numero massimo di partecipanti collocato a “quota 100” su percorsi così attorno e sopra la Rocca: Venerdì sera corsa su strada sulla distanza di km 8,950 e dislivello inesistente, Sabato pomeriggio Corsa in Montagna breve di km. 3,950 con 200 metri di dislivello e la Domenica mattina il percorso più impegnativo di Km. 12,600 e 780 metri di dislivello.  Come detto, partenza in linea alla prima gara e metodo Gundersen alle seguenti. Montepremi di Lire 4.500.000 tradotti nel nascente Euro in 2305,3 €.
Nonostante le ovvie difficoltà logistiche fu davvero un successo che vide le affermazioni di Corino Chiara (Atl. Cumiana Franco Freni) nel 1998 e di Rinaudo Giuseppina (US Sanfront) nel 1999. Tra gli uomini si affermarono rispettivamente Maurizio Gemetto (US Sanfront) e Massimo Galliano (Pod. Valle Varaita). Presero parte alla “singolare tenzone”, oltre ai citati vincitori, altri grandi campioni tra i quali l’attuale “Lazzarone” Massimo Lasina ed un Paolo Bert agli esordi.
Fu il “canto del cigno” della Atletica Cavour che salutò il mondo dell’atletica con una manifestazione davvero singolare. Poi nacque la Podistica Valle Infernotto e prese il via una nuova avventura sportiva.
Carlo Degio

sabato 4 maggio 2019

CORSE DELL’ALTRO SECOLO ... CAVOUR: ROCCA, SCALA SANTA E ANCHE…LA CAPRA MANCATA



“Non sono mica una capra!”. L’affermazione perentoria sorprese gli addetti alla iscrizione che, appena dopo la partenza della gara, stavano facendo di conto in relazione ad incassi ed iscritti. Si videro riconsegnare il pettorale, gesto accompagnato dall’affermazione citata.
Latore della dichiarazione distintiva era Renato De Palmas, fortissimo atleta del C.S. Fiat capace di correre i 10.000 metri in 30.00’08”. Si era recato a Cavour per la disputa di una corsa su strada, cosa piuttosto inusuale nel 1975: la prima edizione della Corsa d’la Scala Santa. Gli organizzatori della stessa, però, provenivano dal mondo delle Marce Alpine ed avendo a disposizione la Rocca pensarono bene di includere nel tracciato di 13,5 km due ascese alla vetta della stessa dritto per dritto sulla sentieristica allora esistente. Tra le due ascese circa 7,5 km di strada pianeggiante. La prima ascesa era prevista in avvio di gara ed è lì che la “non capra” si arrese! 
Ottenne giustizia, l’amico Renato, qualche anno più tardi (1981) quando l’organizzazione confermò le due ascese incriminate ma si convertì al meno ripido asfalto. “Venne, Vide e Vinse” con un tempo strepitoso percorrendo il tracciato, salite e discese comprese, in 45’28”. Meglio di lui fecero, negli anni successivi, il canavesano Marco Gozzano (1983 – 45’13”) ed il valsusino Chiampo Luigi, divenuto poi Don Luigi oltreché recordman della manifestazione (1984 – 44’33”).
La Corsa d’la Scala Santa è stata una manifestazione sportiva nata negli anni nei quali non esistevano le categorie, ad eccezione di quelle giovanili e non era ancora nato il movimento degli Amatori, antenati dei moderni Master. Nel 1975 si correva, su pista o su strada e vinceva esclusivamente…il primo arrivato, ovviamente maschile e femminile. 130 Atleti diedero vita alla prima edizione ma si raggiunsero negli anni anche 300 presenze in tempi nei quali non era così di moda lo sport praticato (…vai a lavorare!). Si chiuse nel 1985 dopo 11 edizioni, complice il moltiplicarsi di categorie che rendevano la manifestazione meno prestigiosa dal punto di vista agonistico.
Ad inaugurare il prestigioso albo d’oro della gara cavourese furono Rinaldo Bruno Franco (46’33” comprensivi dei sentieri citati), nella categoria maschile e Giuliana Mallica (1.11’49”) in quella femminile. Vinse una “cucina economica” l’amico Rinaldo, accompagnata da una “Medaglia argento mm. 50”.
L’albo d’oro della manifestazione comprese anche, oltre ai già citati campioni, Anteo Mallica, Chiampo Pier Giorgio, Rossa Valter e Gianni Pedrini. Le campionesse che emularono le gesta di Giuliana Mallica furono Rita Marchisio, Ricca Ivana, Anna Maria Abbà, Claudia Priotti, Emanuela Benetollo, Marialda Mazzone (recordwoman in 1.00’23”) e Maria Grazia Bongiovanni.
La Corsa d’la Scala Santa diede vita al movimento podistico Cavourese che ebbe in Guido Turaglio, Valter Rossa e  Claudia Priotti i suoi atleti migliori. La Rocca rimase ancora protagonista, e lo rimane tutt’ora, delle “corse in natura”. I suoi sentieri, conclusa l’esperienza della Scala Santa, divennero o scenario per mille fatiche per gli appassionati della disciplina chiamata Corsa in Montagna. Generazioni di atleti hanno conosciuto Cavour e la Rocca grazie agli annuali appuntamenti con il Pilone della vetta nelle diverse formule sportive: staffette, gare individuali a cronometro o in linea. Nel 1987 ospitò addirittura il Campionato Italiano di Corsa in Montagna a Staffetta ed in quella occasione il “Piccolo Monte” generò una “Grande Gara” con 300 atleti provenienti da tutta Italia sui quali prevalse l’Alitrans Verona di Pennacchioni per merito di Alfonso Valicella, Fausto Bonzi e Privato Pezzoli.

Nota personale: fu anche la gara nella quale feci conoscenza con l’aspetto organizzativo. Attualmente la Rocca di Cavour ospita la prova finale del Circuito Uisp Vertical Sunsets (riservato alle “capre”) ma nutre un sogno nel cassetto: riproporre la Corsa d’la Scala Santa nel 2025, a cinquanta anni dalla prima edizione. Così, per chiudere il cerchio… il “Giardino del Mago” è pregato di attendere…       
Carlo Degio                                                                                               




lunedì 29 aprile 2019

CORSE DELL’ALTRO SECOLO ... IL MEMORIAL MAURINO ED ALTRE “CHICCHE” BAGNOLESI

Montoso, amena località montana collocata in “provincia” di Bagnolo P.te, ha rappresentato da sempre un ambito traguardo sportivo e la prova di ciò sarà anche il transito del Giro d’Italia ciclistico versione 2019. Il passato ci consegna, però, pagine gloriose ed anche vagamente “naif” della Corsa in Montagna fin dai tempi della più popolana definizione di “Marcia Alpina”.
Gli antichi “trailers” si sono cimentati più volte con le asperità del territorio che separa il Capoluogo, Bagnolo, dalla citata località. La versione più “naif” si svolse nel 1976 (1977?) quando fu allestita, a cura del Libertas Bagnolo, la prima edizione della Bagnolo – Montoso sulla provinciale asfaltata che transita nella frazione Villar. Primeggiò, tra lo sparuta pattuglia femminile, Ivana Ricca mentre tra i 108 maschietti vinse Bruno Giuseppe (Atl. Cavour) davanti a Ferrato (Sanfront) e Odetto (Pol. Villarese). Tra i veterani trionfò Carlo Gobbi, grande scalatore ciclo-podista che ci ha lasciati in questi giorni. La caratterizzazione “naif” della manifestazione fu data dal gesto del vincitore, peraltro alla sua prima gara e affermazione, che giunto al traguardo e notando un filo teso attraverso la strada (il tradizionale filo di lana di antica memoria) lo sollevò delicatamente con due dita passandoci sotto per non danneggiarlo…la foto dell’arrivo finì sui giornali accompagnata, ovviamente, da sarcastiche didascalie.
Il Faro di Montoso fu il punto di riferimento anche per quattro edizioni della Bagnolo – Montoso – Bagnolo, questa volta però si sentiero (Km 12 e 800 i metri di dislivello). Li si rivelò la struttura del campione di Livio Boaglio, Bagnolese ed alfiere del Santiano Dante Baudenasca.
Anche Rucas, appena sopra Montoso, ha ospitato tre edizioni della Marcia Alpina Rucas – Punta Rumella celebrata dalle gesta di Rinaldo Bruno Franco, Guido Turaglio e Gabriele Barra.
“Corse dell’altro secolo” quelle citate e nell’altro secolo prese vita l’avvenimento sportivo più importante che caratterizza questa località: il MEMORIAL MAURINO di Villar Bagnolo.  Con il 2019 si celebrerà la 32° edizione di una manifestazione tra le più apprezzate in assoluto per il tracciato e per la capacità organizzativa del Gruppo Amici di Villar Bagnolo che ne ha sempre presieduto l’allestimento fin dal 1987, primo anniversario della scomparsa di Mauro Maurino precipitato dal canale Due Dita del Gruppo del Monviso.
Il MEMORIAL MAURINO venne assunto dalla FIDAL a “Prova unica di Campionato Italiano di Gran Fondo” il 26 settembre 1993. Ovviamente il tracciato fu adeguato “alla bisogna” raggiungendo la distanza di circa 20 km. ed a Villar si presentarono 151 atleti in rappresentanza delle migliori società nazionali. Vinsero i trentini (Virtus Cavit Trento) Antonello (al maschile) e Antonella Molinari. Per la cronaca i migliori piemontesi furono Dario Viale (Sanfront) 16° nella gara maschile e Mirella Cabodi (Cafasse) 4° nella gara femminile.
Trentadue edizioni sono molte specie se affidate alla organizzazione di un comitato pressoché identico ma sempre più ridotto nei numeri. Il riscontro partecipativo dal punto di vista quali-quantitativo è la molla che motiva la prosecuzione dell’avventura. I sentieri che da Villar salgono al Faro di Montoso transitando per il Santuario di Madonna della neve hanno visto transitare il meglio che la specialità sa offrire. La prima edizione (1987) ci ricorda la figura di Franco Gaidou, angrognino del 3 S Luserna, prematuramente scomparso.
…e così Domenica 5 Maggio si ripercorreranno quei sentieri, questa volta individuati nel contesto della disputa del Trofeo delle Valli.
L’occhio attento dell’atleta potrà ancora scorgere, qua e là sulle pietre che caratterizzano il sentiero, le insegne tricolori che testimoniano il “Giorno di gloria nazionale” della realtà bagnolese. Furono disegnate sapientemente da tale “Brunot da Villar Bagnolo”. Qualcuno lo declama “Pittore” altri… semplice “imbianchino” peraltro in pensione. Al di là della qualifica più o meno nobile attribuitagli è la dimostrazione vivente di quanto la “passione” può realizzare sia pure in una piccola borgata montana. Con lui il Gruppo Amici di Villar Bagnolo che dopo 33 anni vuole tenere vivo il ricordo di un Mauro Maurino.
Carlo Degio