Trail Degli Invincibili

Un bellissimo Trail attraverso luoghi spettacolari, insoliti, racchiusi da una cerchia di monti dove tra tutti emerge il Cornour, da questa parte quasi inaccessibile!

Il nuovo percorso

Un nuovo Trail in Val Pellice con partenza ed arrivo dal Laghetto Nais di Bobbio Pellice!

Un occasione per conoscere la nostra Valle

Il nostro "Trail degli Invincibili", oltre ad essere un importante momento di sport vuole essere un occasione per conoscere il territorio della Val Pellice, non solo per le sue bellezze paesaggistica ma soprattutto per la sua ricca storia e cultura.

martedì 12 marzo 2019

CORSE DELL’ALTRO SECOLO ... BRICHERASIO: I SENTIERI DEL BRICHE’

“La sua straordinaria carica umana, il suo impegno coerente e convinto per la lotta contro l’ingiustizia sono un esempio che ci accompagna e sostiene nelle difficili scalate di ogni giorno e ci dà speranza…”
Così salutarono famigliari, amici ed il mondo della Corsa in montagna un compagno di tante avventure sportive e non solo: Enzo Ferlenda. Era il 22 marzo 1995 quando ci lasciò.  Per ricordarlo, dal punto di vista sportivo fu organizzata una gara di Corsa in Montagna a Bricherasio, il paese che aveva avuto l’onore di averlo come concittadino. 
“I sentieri del Brichè – Memorial Ferlenda Enzo” la denominazione della competizione. Partenza ed arrivo dalla (ex) Cantina Sociale di Bricherasio (mt. 380) e poi su e giù per i sentieri che attraversano i vigneti di Cappella Moreri e poi raggiungono il Bric di Poi (o forse di Pùi – 960 mt.) al confine con le terre Prarostinesi. Lunghezza di 12 km (ridotti a 6 per le “ragazze di corsa” nel rispetto dei divieti federali del tempo…) e circa 600 metri di dislivello su un tracciato adatto ai “corridori”. 
Organizzazione a cura dell’Atletica Cavour (in via di dissoluzione) nelle prime tre edizioni e dell’Atletica Valpellice (in via di costituzione) nell’ultima, la corsa, sponsorizzata dal nettare di Bricherasio era dedicata al “Brichè”, vino di produzione locale in auge in quei tempi.
Era la fine del secolo scorso, il 1999, quando venne allestita la prima edizione ed il 2002 quando si svolse l’ultima. Paolo Bert era agli esordi di una strabiliante carriera ed il Merlo bricherasiese era agli albori della sua eccelsa carriera organizzativa…ancora un “merlot”, insomma…
Recordman della manifestazione un certo Naitza Franco, atleta sardo di origine e valsusino di adozione, cresciuto alla scuola di Chiampo e Miceli nel Giò 22 Rivera; tanto forte quanto schivo e riservato vide la sua immensa carriera sportiva interrotta da un serio infortunio extrasportivo. Scorrendo le prime posizioni delle classifiche si notano i nomi di Luigi Papiro, compagno di squadra del recordman, e degli “astri nascenti” Davide Bonansea, Massimo Lasina, e Paolo Bert: nasceva la “storia”!
Record…woman Mariangela Grosso, atleta e scrittrice dell’Atletica Cumiana ma l’albo d’oro della manifestazione fu impreziosito anche dalle vittorie di Maria Viale, Ivana Giordan e di Nadia Re. Una esordiente Antonella Lamberti festeggiava con un secondo posto la nascita della Podistica Valle Infernotto, società per la quale svolgeva il prezioso compito di segretaria.
A chiudere la classifica maschile della prima edizione un certo Karl Stewart della Atletica Cavour…occorrerà un ricorso al “VAR” per verificarne l’autenticità.
Finita l’epopea dei “Sentieri del Brichè” la sede della Cantina Sociale di Bricherasio divenne lo stadio dove Claudio Merlo inventò e fece crescere il movimento dei non competitivi camminatori e corridori riuscendo a portare nella realtà di abbrivio della Val Pellice fino a 1000 appassionati del genere…
Caro Degio

venerdì 1 marzo 2019

CORSE DELL’ALTRO SECOLO… BIBIANA: IL GIRO DELLE DUE PROVINCE

… Notare la mancanza di donne. Sembra preistoria, eppure solo negli anni ’50 per le ragazze “serie” partecipare a queste feste era sconveniente e poteva essere motivo di critiche… 
Era la festa per il record realizzato nella corsa Bibiana – Montoso il 18 settembre 1955 da Alberto Trucco che coprì la distanza, e relativo dislivello in 41’10”. E se era motivo di critiche partecipare ai festeggiamenti…immaginate prendere parte alla corsa…
Le testimonianze dell’Evento, tratte dall’archivio Dogliotti elaborate e ristampate da Renato Bricco nel 2007, fanno bella mostra di se sulla scalinata di accesso agli uffici comunali di Bibiana e raccontano un altro pezzo di storia della passione sportiva dei “corridori di montagna”. 
Allora la conquista atletica delle “cime” non è sport recente. Certo, oggi i toponimi sono più affascinanti e si chiamano Rocciamelone, Gran Truc, Vandalino, Monviso e persino il nobile Everest (a proposito…Kilian sarà arrivato fin lassù con tanto di record?) ma anche le cime più domestiche richiamavano la sfida dell’uomo.
Di quella competizione non ne so (io) molto di più ma mi è utile per raccontarne l’evoluzione in un’era più recente: IL GIRO DELLE DUE PROVINCE ovvero Bibiana - Montoso e ritorno di Km 12 e dislivello di circa 1000 metri. Partenza ed arrivo presso la Polisportiva di Bibiana; salita e discesa prevalentemente su sentiero.
La gara si svolse per tre edizioni consecutive negli anni 1983, 1984 e 1985 promossa dalla Polisportiva di Bibiana ma con l’indispensabile supporto tecnico del pinerolese C.R. Borgo Losano. I principali protagonisti, dal lato organizzativo erano gli atleti bibianesi del tempo, Lino Turina e Gianfranco Rossetto con il supporto tecnico di Carlo Bianciotto, componente del neonato Comitato Regionale di Corsa in Montagna Fidal.

A frequentare il gradino più nobile del podio maschile furono, rispettivamente Carlo Dalmasso (Mobili Toscano – Cumiana 58’53”), Bruno Poet (Mobili Toscano – Cumiana 59’36”) e Mario Andreolotti (U.S. Valli di Lanzo 58’24”). Su quello femminile Ivana Ricca (S.C. Angrogna 1.20’03”), Claudia Priotti (Tuttocoppe Baudenasca 1.20’15” e Severina Pesando (U.S. Caselette 1.15’18”).

Record della manifestazione da riconoscere a Mario Andreolotti che coprì la distanza, nella edizione 1985, in 58’24”, non troppo lontano dal 41’10” realizzato, nei tempi andati, da Alberto Trucco sul percorso di sola salita. Parteciparono (finalmente) anche le donne con la miglior prestazione di Severina Pesando che concluse, nella stressa edizione, in 1.15’18”.
Tre sole edizioni e l’ultima fu veramente una edizione memorabile: 174 atleti iscritti, 170 partiti, 155 arrivati e 19 tra ritirati e fuori tempo massimo. Terreno molto fangoso…così sentenziava la classifica finale. 
Carlo Degio

martedì 12 febbraio 2019

LA VIA DI DAMASCO – DALL’AGONISTA AL PESTATORE DI PATATE



Racconto breve…scemiserio.


Premessa:
Cum petere humanum est, perseverare autem diabolicum. Lo so che può apparire un poco azzardato piegare strumentalmente questo sommo principio, con tanto di opportuna modifica, alla banalità dell’aneddoto che voglio raccontare…
L’oggetto e la morale del racconto riguardano la com-petizione che non è una “petizione comune” ma quel desiderio innato di misurarsi con se stessi e/o con gli altri. Nello sport è, praticamente, il motore principale che ne determina l’esistenza. Nel contempo, se questo principio viene esasperato e protratto oltre un certo limite diviene un ostacolo in relazione al godere dei molteplici aspetti positivi che la pratica dello sport può dare.
Quindi, secondo me, lo sport competitivo ha una sua importante ragione d’essere ma è saggio, passato il momento dell’eccellenza fisica, riposizionarsi sulla pratica sportiva meno impegnativa ma capace di dare grandi emozioni oltre ché agire positivamente sul benessere fisico e mentale.
Il racconto…
La voce impaziente è persino impertinente di Imerio giunse perentoria a riportarmi alla realtà! Lui, dietro di me, scandiva un passo veloce facendo scivolare egregiamente gli sci su quella salita che caratterizzava la fase più impegnativa del tracciato di una anonima gara di sci alpinismo a coppie in Valle d’Aosta. A volte sentivo i suoi attrezzi toccare le code dei miei sci quasi, o senza quasi, a sollecitarne l’andatura.
“Passiamo questa coppia” era il suo pressante invito! La voce mi giunse ovattata nel momento catartico che stavo vivendo… Impegnato nella faticosa salita con lo spirito del perenne agonista impegnato a contemplarsi la punta degli sci per non vedere le asperità del tracciato di gara avevo scorto un’ombra precedermi e, da qualche secondo, avevo alzato lo sguardo verso l’“ostacolo” che mi rallentava, appena un poco, il passo.
Davanti a me, appena due metri davanti a me, la figura slanciata di una atleta impegnata nello sforzo estremo! Di lei apprezzai immediatamente il gesto atletico ma, ahimè, lo sguardo maschile non potè fare a meno di osservare la perfezione di quel corpo contenuto in una professionale (ed esponenziale) tutina appena ombrata da incipienti segni del sudore che, non ostante il freddo, lo sforzo atletico riesce a produrre!!!
Per me fu come la caduta di Saulo sulla via di Damasco!!! Ma allora… se si alza lo sguardo, lo sport può offrire di più che una classifica ed un responso cronometrico! In quel momento mi resi conto di avere salito lo Chaberton in gara per ben 19 volte e di non avere mai visto le torri che ne dominano la cima…pensai di avere percorso i sentieri di molte valli alpine italiane e non solo e di avere visto, sostanzialmente, esclusivamente la punta delle mie scarpe oltreché la partenza e l’arrivo…Capii che tutto, a suo tempo, aveva avuto un senso ma anche che era giunto il momento di “alzare lo sguardo” e vivere lo sport in modo più completo dedicando meno attenzione al cronometro e più al vivere maggiormente altri aspetti ed altre soddisfazioni che la pratica sportiva porta con sé.
“Passiamo questa coppia” era l’invito e così facemmo. L’amico Imerio era impallato da altra visuale, essendo sulle code dei miei sci, e non avrebbe capito un attardarsi in contemplazioni dannose ai fini della classifica finale… però da quel giorno, complice l’incedere dell’età, la pratica dello sport l’ho vissuta in modo più “leggero” ma anche complessivamente più appagante. Talvolta ricado in tentazione e provo ancora a sentirmi “agonista” in senili categorie: il risultato sta nel fulminante giudizio dell’anziana signora… “come corre male! Sembra che pesti delle patate”!
Carlo Degio

sabato 22 dicembre 2018

Auguri di Buone Feste!

Dal Comitato Organizzatore i migliori auguri di un Buon Natale e di un Felice Anno 2019
ricco di tante soddisfazioni sportive e non solo!

martedì 11 dicembre 2018

MUSICA&SPORT VI ATTENDE!

TEATRO DEL FORTE - TORRE PELLICE
DOMENICA 16 DICEMBRE ORE 17
Lo sport è la tradizione di queste valli, vale a dire la Corsa in Montagna coniugata nelle formule Trail, Vertical o Marcia Alpina e la musica…quella sarà prodotta dal nuovissimo “ensemble” OrchestrAperta che proporrà un viaggio tra musica etnica, blues ed altri ritmi che faranno da sfondo alla presentazione del calendario dei principali appuntamenti sportivi della stagione 2019.
Orario, direi, perfetto: la dose mattutina di sport quotidiano (ski alp, MTB o Corsa in natura che sia stata) è oramai alle spalle; il pranzo con suocera è ampiamente concluso e l’eventuale pizza serale è salva! Cosa c’è di meglio da fare in una domenica pomeriggio di metà dicembre “in sul calar del sole” che assistere ad un inusuale appuntamento che prova a fare convivere sport e musica?
Tre Rifugi, per parlare della “corsa” di casa ma poi… Trofeo delle Valli (LazArun, Maurino, Castelluzzo e Colle Bione), Circuito Vertical Sunsets, Trail del Chisone, degli Invincibili, delle Barme, di Pomaretto e di Roure. E poi ancora Tour Monviso Trail, Sky Race Orsiera Rocciavrè, Sbarua Trail, Marcia Alpina del Lago Verde e non mancherà il nuovissimo circuito CP4x4… le date da segnare sul calendario ed altre amenità e… ci sarà anche il tempo per ricordare un amico…
La “location” sarà il comodo Teatro del Forte di Torre Pellice e per una volta gli atleti si accomoderanno su comode poltrone in compagnia degli appassionati di musica per prendere appunti sulle “fatiche” future!